Archivio dell'autore: Fabrizio Marongiu Buonaiuti

Informazioni su Fabrizio Marongiu Buonaiuti

Professor of International Law, Department of Law, Univesity of Macerata

Call for Papers: VI Congreso internacional de derecho internacional privado – Universidad Carlos III de Madrid

E’ stata pubblicata la call for papers per il VI Congreso internacional de derecho internacional privado dell’Università Carlos III di Madrid, che avrà ad oggetto il tema “LEGAL TECH”. Il convegno si terrà a Madrid, presso la sede dell’Università Carlos III, nei giorni 23 e 24 aprile 2020.

Gli interessati dovranno inviare il titolo del paper che intendono presentare e un abstract di un massimo di 800 parole entro il 1° marzo 2020 ai seguenti indirizzi mail: congresodipr@uc3m.es e mariajose.castellanos@uc3m.es . Il testo definitivo del paper dovrà essere inviato entro il 12 aprile 2020, e dovrà presentare una lunghezza da 3000 a 5000 parole.

La selezione verrà effettuata dal Comitato scientifico, composto dei Professori Alfonso-Luis Calvo Caravaca, Javier Carrascosa Gonzalez, Heinz-Peter Mansel e Ilaria Pretelli. I papers selezionati potranno formare oggetto di pubblicazione nella rivista on-line Cuadernos de derecho transnacional, edita dalla Università Carlos III di Madrid (www.uc3m.es/cdt).

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Departamento de derecho social y internacional privado de la Universidad Carlos III de Madrid.

Título de Especialista en Derecho de Familia Internacional de la Universidad Carlos III de Madrid

Nel mese di febbraio 2020 avrà inizio la III edizione del Título de Especialista en Derecho de Familia Internacional de la Universidad Carlos III de Madrid, Master dedicato ai temi diritto internazionale privato della famiglia.

Il programma è coordinato dalla Prof.ssa Dr. Juliana Rodriguez Rodrigo.

Maggiori informazioni sono disponibili su questo sito.

 

L’ordine pubblico quale limite al riconoscimento di status familiari costituiti all’estero: il caso della maternità surrogata.

Seminario presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.

Introduce: Prof. Simone Marinai

Modera: Prof. Marcello Di Filippo

Relatore: Prof. Fabrizio Marongiu Buonaiuti, Università di Macerata

Lunedì, 21 ottobre 2019, ore 14,00, Polo Piagge, Aula D1. Locandina

Call for papers: V Congreso internacional de Derecho internacional privado – Universidad Carlos III de Madrid

Il convegno, che si svolgerà presso la sede dell’Università Carlos III di Madrid nei giorni 25 e 26 aprile 2019, avrà ad oggetto i problemi internazionalprivatistici posti dalla maternità surrogata.

E’ stata pubblicata una call for papers, che scadrà il 4 marzo 2019 (termine per l’invio del titolo e di un abstract del paper della lunghezza di al massimo 800 parole , con successivo termine al 10 aprile per l’invio del testo definitivo, dalle 3.000 alle 5.000 parole).

Titoli, abstracts e papers dovranno essere inviati all’indirizzo:  congresodipr@uc3m.es.

Direttore scientifico del convegno è la Prof.ssa Dr. Juliana Rodriguez Rodrigo.

I papers saranno sottoposti alla valutazione di un Comitato scientifico, composto del Prof. Dr. Alfonso-Luis Calvo Caravaca, del Prof. Dr. Javier Carrascosa Gonzales, del Prof. Dr. Heiz-Peter Mansel e della Prof.ssa Dr. Ilaria Pretelli. I papers selezionati potranno essere pubblicati nella rivista on-line Cuadernos de derecho transnacional.

Call for participants: Young Private International Law in Europe ‘Recognition/Acceptance of Legal Situations’

A small group of young scholars from various European countries has been engaging in a closer dialogue to address a common issue – namely the ‘recognition/acceptance of legal situations’ as required by the ECJ regarding names and, most recently, marriages. Each group member gathered information regarding their home jurisdiction and drafted a (preliminary) national report. Awareness, legal rules, and methodological approaches differ – sometimes tremendously.

On April 5, 2019, the group will meet in Würzburg (Germany) to present and discuss the preliminary results of the comparative study.

Any ‘junior faculty’ member of universities in EU Member States who is interested in the topic and the network itself is invited to join the group.

Further information and a detailed programme are available at this link..

La politica dell’Unione europea per la tutela e la promozione dei beni culturali

Convegno organizzato dal Centro di documentazione europea (CDE) presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, nell’ambito del Progetto nazionale dei CDE italiani per il 2018: “Popoli, culture e tradizioni: un patrimonio comune per l’Europa del futuro”.

Macerata, Aula Verde del Polo didattico “Diomede Pantaleoni”, Mercoledì 24 ottobre 2018, pre 9,30-18,30. v. locandina

Eventi: 60 anni di libertà di circolazione delle persone nell’Unione europea e continuità degli status familiari. La problematica delle unioni civili e delle convivenze

Il Centro di Documentazione Europea presente presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata ha organizzato un convegno di studi nell’ambito del Progetto nazionale dei CDE italiani 2017, dedicato quest’anno al tema: 60 anni di Unione Europea: sfide e prospettive per l’Europa di oggi e di domani.

Il convegno ha ad oggetto il tema “60 Anni di Libertà di Circolazione delle Persone nell’Unione Europea e Continuità degli Status Familiari: La Problematica delle Unioni Civili e delle Convivenze”. Si terrà mercoledì 25 ottobre 2017, dalle ore 9:30 alle 18:00 presso l’Aula Verde del Polo Didattico Diomede Pantaleoni, Via della Pescheria vecchia, Macerata.

Il convegno è articolato in due sessioni. La prima relativa alla ‘Libertà di circolazione delle persone e continuità degli status personali e familiari’, la seconda relativa alla ‘Disciplina sostanziale delle unioni civili e delle convivenze nell’ordinamento italiano e i problemi irrisolti’. Nel corso della giornata sono previste numerose relazioni che toccheranno le questioni principali relative ai temi trattati.

L’evento è patrocinato dal Comune di Macerata, dall’Ordine degli Avvocati di Macerata, dall’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (ANUSCA) e dalla Scuola di Dottorato dell’Ateneo. E’ sostenuto dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia nell’ambito del Progetto nazionale dei CDE italiani per il 2017.

Programma:

9,30   – Registrazione dei partecipanti

10,00 – Saluti del Prof. Francesco Adornato, Rettore dell’Università degli studi di Macerata e del Prof. Ermanno Calzolaio, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza

I Sessione

Libertà di circolazione delle persone e continuità degli status personali e familiari

Presiede: Prof. Angelo Davì, Università di Roma “La Sapienza”

10,15 – Relazione: Unioni civili e libertà di circolazione delle persone nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. – Prof.ssa Claudia Morviducci, Università degli Studi di Roma Tre

10,45 – Relazione: Garanzie e regole europee relative alla circolazione degli status per matrimoni o unioni civili tra persone dello stesso sesso. – Prof. Francesco Salerno, Università degli Studi di Ferrara.

11,15 – Relazione: La disciplina internazionalprivatistica italiana in materia di unioni civili contenuta nel D. lgs. 19 gennaio 2017, n. 7. – Prof.ssa Cristina Campiglio, Università degli Studi di Pavia.

11,45 – Relazione: La disciplina internazionalprivatistica delle conseguenze patrimoniali delle unioni registrate contenuta nel regolamento (UE) n. 1104/2016. –– Prof. Gian Paolo Romano, Université de Genève.

12,15 – Dibattito.

13,00 – Pausa.

II Sessione

La disciplina sostanziale delle unioni civili e delle convivenze nell’ordinamento italiano e i problemi irrisolti

Presiede: Prof. Enrico del Prato, Università di Roma “La Sapienza”

15,00 – Relazione: La disciplina sostanziale dell’unione civile tra persone dello stesso sesso contenuta nella legge 20 maggio 2016, n. 76. – Prof. Michele Sesta, Università degli Studi di Bologna.

15,30 – Relazione: La disciplina sostanziale delle convivenze contenuta nella legge 20 maggio 2016, n. 76. – Prof. Ubaldo Perfetti, Università degli Studi di Macerata

16,00 – Relazione: L’adozione da parte di partners di unioni civili. – Prof. Enrico Antonio Emiliozzi, Università degli Studi di Macerata.

16,30 – Relazione: Le problematiche relative alla trascrizione di unioni civili contratte all’estero nei registri dello stato civile. – Dr. Renzo Calvigioni, Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (ANUSCA)

17,00 – Dibattito.

17,45 – Conclusioni.

18,00 – Fine dei lavori.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata riconosce agli iscritti che vi parteciperanno 3 crediti formativi per ciascuna sessione, ovvero 6 per l’intero evento.

L’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (ANUSCA) riconosce agli operatori dei servizi demografici associati che parteciperanno all’evento 5 crediti formativi.

Verranno riconosciuti 2 CFU agli studenti del corso di laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Macerata che parteciperanno all’intero evento.

Forum: la disciplina internazionalprivatistica italiana delle unioni civili/5

Facendo seguito ai precedenti commenti in questo forum, dovuti a Giacomo Biagioni, Cristina Campiglio e Francesco Pesce, pubblichiamo ora queste osservazioni di Silvia Marino, dell’Università dell’Insubria (silvia.marino@uninsubria.it). Frattanto, segnaliamo che il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 14 gennaio 2017, ha approvato il testo del decreto legislativo recante la disciplina internazionalprivatistica italiana in materia di unioni civili. Il testo del decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 7 è stato ora pubblicato in G.U. n. 22 del 27 gennaio 2017. E’ scaricabile a questo link..

Ulteriori spunti sul matrimonio same-sex e sul coordinamento con il regolamento n. 2016/1104 — Silvia Marino

Vorrei porre in primo luogo qualche osservazione ulteriore sugli istituti stranieri sconosciuti in Italia, ovvero il matrimonio fra persone dello stesso sesso e l’unione civile fra persone di sesso diverso.

Condivido l’opinione già espressa per cui il downgrade del matrimonio same-sex alla partnership registrata di diritto italiano risulta l’unica soluzione possibile alla luce della delega legislativa. Sebbene, come rilevato, possa risultare non conforme alle aspettative dei coniugi, che hanno contratto matrimonio all’estero, non pare, tuttavia, contraria all’attuale orientamento della Corte europea dei diritti dell’uomo. Mi pare particolarmente significativo il caso 16 luglio 2014, Hämäläinen vs. Finland, ricorso n. 37359/09, per quanto relativo a una situazione puramente interna. Infatti, è chiara la posizione della Corte nel senso dell’inesistenza di un obbligo per gli Stati membri di ammettere nel proprio ordinamento il matrimonio fra persone dello stesso sesso, e, in mancanza, di trattare questa relazione come un’unione registrata. Non mi pare che la transnazionalità della fattispecie possa effettivamente modificare questa conclusione. Il downgrade costituirebbe pertanto un equo bilanciamento degli interessi delle parti a vedere riconosciuta la formalizzazione del proprio rapporto, con interessi di carattere pubblico, collegati verosimilmente a una tradizione culturale ed etica, di riservare l’istituto del matrimonio alle coppie di sesso diverso.

Non meno delicato risulta il tema del riconoscimento delle unioni civili contratte all’estero fra persone di sesso diverso. Si tratta, anche in questo caso, di un istituto sconosciuto al nostro ordinamento. L’assenza di qualsiasi disciplina rischia di creare serie difficoltà interpretative ed applicative. Infatti, non sarebbe possibile una soluzione speculare alla precedente, ovvero l’upgrade al matrimonio. Infatti, l’unico common core nel diritto di famiglia in una prospettiva comparatistica è costituito proprio dal matrimonio eterosessuale e monogamico. Pertanto, se i partner avessero voluto sposarsi, avrebbero avuto l’accesso a questo istituto anche nello Stato di origine. L’unico caso in cui questa condizione non si verifica è data dall’esistenza di impedimenti matrimoniali nello Stato d’origine più stringenti rispetto a quelli previsti nel nostro ordinamento e che sono applicabili anche per la conclusione delle unioni civili. Solo in questa ipotesi sarebbe allora possibile immaginare che il riconoscimento della partnership registrata straniera possa avvenire per il tramite dell’istituto matrimoniale, purché siano stati applicati nello Stato d’origine impedimenti che potremmo considerare contrari all’ordine pubblico italiano. Negli altri casi, l’upgrade pregiudicherebbe le legittime aspettative delle parti, che hanno scelto di non contrarre matrimonio, ma di concludere un’unione registrata.

Evidentemente, il mancato riconoscimento della partnership fra persone di sesso diverso comprometterebbe il loro diritto alla vita familiare.

L’unica possibilità è data dall’equiparazione della partnership straniera all’unione civile di diritto italiano. Questa soluzione dovrebbe essere espressa, ma può essere altresì ricavata in via interpretativa su due fondamenti. Il primo è costituito dal rispetto della vita familiare, in forza del quale dovrebbe essere attributo effetto a status acquisiti all’estero, salve interferenze statali basate su legittime e proporzionate esigenze. In questo caso, non sembra che possa essere individuata alcuna ragionevole giustificazione all’ingerenza statale. Il secondo è determinato dal fatto che è già ammessa la conversione di una partnership straniera in un’unione registrata di diritto italiano, qualora la prima sia conclusa da due cittadini italiani. La disposizione si pone certo intenti antielusivi, che invece non si presentano nella discussione del problema del riconoscimento delle partnership fra persone di sesso diverso, indipendentemente dalla loro nazionalità. Quel che rileva, invece, è proprio determinato dalla possibilità di modificare la natura e gli effetti dello status acquisito all’estero in un istituto di diritto italiano.

Infine, mi sembra interessante riflettere sul coordinamento del diritto internazionale privato italiano con il regolamento UE n. 2016/1104, sulla cooperazione giudiziaria civile nell’ambito degli effetti patrimoniali delle unioni registrate. Quest’ultimo sarà applicabile a partire da gennaio 2019, superando quindi parzialmente l’art. 32-ter, c. 4, contenuto nello schema di decreto legislativo recante la nuova disciplina di diritto internazionale privato in materia di unioni civili, con riferimento, appunto, ai rapporti patrimoniali. In particolare, sorge il problema interpretativo dell’unico criterio di collegamento posto dal regolamento (art. 26, par. 1), determinato dalla legge sul cui fondamento l’unione civile è stata costituita. Il riferimento al diritto nazionale è implicito, ma evidente, dal momento che il diritto dell’Unione europea non pone norme sulle condizioni di costituzione dell’unione, nemmeno nell’ambito del diritto internazionale privato. Si deve comprendere quindi quale sia la legge in forza della quale l’unione viene costituita. Mi pare infatti che non sia a priori impedita la conclusione di una partnership di diritto straniero da parte dell’ufficiale di Stato civile italiano, nonostante una scarsa apertura a valori provenienti dall’esterno del nostro ordinamento, riscontrabile nella l. 76/16 (e che le norme di diritto internazionale privato cercano di superare, nei limiti della delega). Invero, l’ipotesi non sarebbe frequentissima, ma non mi pare si possa davvero escludere almeno in termini astratti. Lo stesso criterio di collegamento di cui all’art. 26, par. 1 del regolamento n. 2016/1104 induce a porre una distinzione fra luogo di registrazione (suggerito nella originaria proposta di regolamento della Commissione del 2011) e legge sul fondamento della quale la registrazione è stata effettuata. Nell’ambito del decreto, si potrebbe immaginare un riferimento alle norme sulla validità formale, oppure sulla capacità e sulle altre condizioni per costituire un’unione civile. Nel primo caso, la legge italiana richiamerebbe alternativamente quattro possibili leggi, alla luce del favor validitatis (art. 32-ter, c. 3); nel secondo, sarebbe richiamata la legge nazionale di ciascuno dei partner. In ciascuna ipotesi, non è univocamente determinabile una sola legge in forza della quale l’unione viene costituita. Allo stesso tempo, le norme sugli impedimenti sono espressamente dichiarate di applicazione necessaria. Manca quindi un criterio unico che determini sul fondamento di quale legge l’unione possa essere costituita.

L’indicazione nel documento pubblico di certificazione della costituzione della partnership della legge applicata all’unione civile risolve solo in parte il problema. Tale menzione espressa rischia di non avere alcuna rilevanza in altri Stati membri, trattandosi di dare efficacia al contenuto di un documento pubblico, mentre, come noto, il regolamento n. 2016/1191 disciplina solamente l’accettazione di autenticità dello stesso.